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Asma: potente effetto placebo


Gli inalatori per l'asma hanno un reale effetto sulle vie aeree, ma il sollievo dei sintomi non è affatto superiore a quello ottenuto con placebo.

In uno studio pilota in cieco, i pazienti con asma stabile hanno riferito lo stesso grado di miglioramento dei sintomi con l'inalazione di Salbutamolo ( anche noto come Albuterolo; Ventolin ) così come con un inalatore placebo o con un trattamento di agopuntura simulato ( 50%, 45% e 46% di miglioramento, rispettivamente, p=NS ).

Tutti e tre i gruppi hanno fornito un risultato migliore rispetto a quello ottenuto con nessun trattamento ( 21% di miglioramento, p inferiore a 0.001 ).

Questo sta ad indicare che l'effetto placebo può essere clinicamente significativo e può rivaleggiare con gli effetti dei farmaci attivi nei pazienti con asma.

Il Salbutamolo ha esercitato un forte effetto obiettivo sul flusso d'aria, con un miglioramento medio del 20% nel volume espiratorio forzato in 1 secondo ( FEV1 ), quasi tre volte l’aumento del 7% visto in tutti e tre gli altri gruppi ( p inferiore a 0.001 ).

Tuttavia, i ricercatori hanno posto l’attenzione sul fatto che i pazienti potrebbero non essere affidabili nel rilevare la differenza tra questo marcato effetto del farmaco attivo e gli effetti del placebo per via inalatoria e dell'agopuntura simulata.
Il miglioramento soggettivo dell'asma dovrebbe essere interpretato con cautela, mentre gli esiti obiettivi dovrebbero assumere un peso maggiore per la cura ottimale dell'asma.

Lo studio ha incluso 46 pazienti, randomizzati a trattamento in doppio cieco con un inalatore di Salbutamolo, un inalatore di placebo, agopuntura simulata, o nessun intervento, somministrati in un modello crossover per un totale di 12 visite ambulatoriali sequenziali da 3 a 7 giorni di distanza dopo un periodo di sospensione dei broncodilatatori a breve e lunga azione.

La spiegazione più probabile per la maggiore efficacia del placebo è stata l'aspettativa di miglioramento data dal rituale di trattamento, che può influenzare i pazienti nell'automonitoraggio e nell'esperienza soggettiva della malattia. ( Xagena2011 )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2011



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