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Fibulina-3 come marcatore ematico e di effusione per il mesotelioma pleurico


Servono nuovi biomarcatori per individuare il mesotelioma pleurico in stadi più precoci e per identificare le strategie di trattamento.

Uno studio ha valutato se la fibulina-3 nel plasma e nelle effusioni pleuriche fosse in grado di soddisfare i criteri di sensibilità e specificità che caratterizzano un biomarcatore solido.

Sono stati misurati i livelli di fibulina-3 nel plasma ( da 92 pazienti con mesotelioma, 136 persone esposte ad asbesto senza cancro, 93 pazienti con effusioni non-dovute a mesotelioma e 43 controlli sani ), nelle effusioni ( da 74 pazienti con mesotelioma, 39 con effusioni benigne e 54 effusioni maligne non-dovute a mesotelioma ) o da entrambi.

In seguito è stata effettuata una validazione in cieco.

Il tessuto tumorale è stato analizzato con analisi immunoistochimiche per fibulina-3 e i livelli di questa molecola nel plasma e nelle effusioni sono stati misurati con un saggio enzimatico.

I livelli plasmatici di fibulina-3 non hanno mostrato differenze in base a età, sesso, durata dell’esposizione all’asbesto o grado di cambiamenti radiografici e sono risultati significativamente più alti in pazienti con mesotelioma pleurico ( 105 ng/ml nella coorte Detroit e 113 ng/ml nella coorte New York ) che nelle persone esposte ad asbesto senza mesotelioma ( 14 ng/ml e 24 ng/ml, rispettivamente; P inferiore a 0.001 ).

I livelli di fibulina-3 nelle effusioni sono risultati significativamente più elevati in pazienti con mesotelioma pleurico ( 694 ng/ml nella coorte Detroit e 636 ng/ml nella coorte New York ) che nei pazienti con effusioni non-dovute a mesotelioma ( 212 e 151 ng/ml, rispettivamente; P inferiore a 0.001 ).

In base ai saggi immunoistochimici, la fibulina-3 è risultata presente preferenzialmente nelle cellule tumorali in 26 campioni su 26.

In un confronto generale tra pazienti con e senza mesotelioma, la curva ROC ( caratteristiche operative del ricevitore ) per i livelli plasmatici di fibulina-3 ha mostrato una sensibilità del 96.7% e una specificità del 95.5% al valore di cut-off di 52.8 ng di fibulina-3 per millilitro.

In un confronto tra pazienti con mesotelioma in stadio iniziale con persone esposte ad asbesto, la sensibilità è stata pari al 100% e la specificità 94.1% a un valore di cut-off di 46.0 ng/ml di fibulina-3.

La validazione in cieco ha rivelato un’area sotto la curva di 0.87 per campioni plasmatici ottenuti da 96 persone esposte ad asbesto rispetto a 48 pazienti con mesotelioma.

In conclusione, i livelli plasmatici di fibulina-3 possono distinguere le persone sane con esposizione ad asbesto dai pazienti con mesotelioma.
Insieme ai livelli di fibulina-3 nelle effusioni, i livelli plasmatici della molecola possono ulteriormente distinguere le effusioni legate a mesotelioma da altre effusioni maligne e benigne. ( Xagena2012 )

Pass HI et al, N Engl J Med 2012; 367: 1417-1427


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