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Interventi per la prevenzione dell’asma nei bambini ad alto rishio


L’esposizione agli allergeni è uno dei fattori ambientali apparentemente associati allo sviluppo di asma.
Se l’asma è una malattia multifattoriale, si può ipotizzare che la sola prevenzione efficace sia quella basata sulla rimozione simultanea della maggior parte dei fattori ambientali o di tutti quelli rilevanti.

Un gruppo di Ricercatori della Maastricht University in Olanda, ha effettuato una revisione della letteratura per valutare gli effetti di interventi basati sulla riduzione dell’esposizione ad allergeni inalatori e alimentari, oppure di riduzione dell’esposizione ad allergeni respiratori o alimentari, rispetto ad interventi di controllo nella prevenzione dell’asma e dei suoi sintomi in bambini ad alto rischio.

Il follow-up ha avuto inizio alla nascita ( o durante la gravidanza ) ed è proseguito almeno fino ai 2 anni di età.

Sono stati inclusi nell’analisi l’esito primario ( diagnosi corrente di asma ) e/o uno degli esiti secondari ( sintomi respiratori correnti come respiro ansimante, tosse notturna e dispnea ).

Sono stati inclusi nell’analisi 3 studi di interventi multipli e 6 di mono-intervento per un totale di 3.271 bambini.

Sia l’asma diagnosticata dal medico in bambini con meno di 5 anni sia quella definita da sintomi respiratori e criteri di funzione polmonare in bambini di età uguale o superiore a 5 anni, sono risultate entrambi favorite dal trattamento con intervento multiplo, rispetto alla cura tradizionale ( inferiore a 5 anni: odds ratio, OR=0.72 e superiore a 5 anni: OR=0.52 ).

Tuttavia non è stata osservata una differenza significativa nell’esito tra mono- intervento e intervento di controllo ( inferiore a 5 anni: OR=1.12 e superiore a 5 anni: OR=0.83 ).

Il confronto indiretto tra questi trattamenti non ha mostrato una differenza significativa tra interventi multipli e mono-interventi nella riduzione della frequenza della diagnosi di asma in bambini sotto i 5 anni ( OR relativo 0.64, P=0.07 ) o di età uguale o superiore a 5 anni ( OR relativo 0.63, P=0.12 ).

Non è stata nemmeno osservata una differenza significativa tra mono-intervento e intervento multiplo, e controllo nel ridurre la probabilità di sintomi di tosse notturna nel corso del periodo osservazionale.

La presenza di respiro sibilante, tuttavia, ha mostrato una differenza significativa tra gli interventi multipli e i mono-interventi ( OR relativo 0.59, P=0.04 ), ma la significatività è stata persa quando sono stati analizzati solo i dati relativi al trattamento.

In conclusione, le prove disponibili suggeriscono che la riduzione dell’esposizione ad allergeni multipli rispetto alla cura tradizionale riduce la probabilità di una corrente diagnosi di asma nei bambini con meno di 5 anni e con età uguale o maggiore a 5 anni.
I mono-interventi non hanno prodotto effetti statisticamente significativi rispetto ai controlli.
Nei bambini a rischio di sviluppare asma in età pediatrica, gli interventi multipli, caratterizzati dalla riduzione di allergeni alimentari e ambientali, dimezzano il rischio di diagnosi d’asma nelle fasi successive dell’età pediatrica.
Questa osservazione si traduce in un numero di bambini da trattare ( NNT ) di 17.
L’effetto degli interventi multi-componente sul respiro sibilante riferito dai genitori è risultato inconsistente, e non ha avuto un impatto significativo su tosse notturna e dispnea.
I dati relativi a intervento mono-componente non hanno mostrato differenze significative rispetto a quelli dei gruppi controllo per tutti gli esiti.
Non è chiaro se gli interventi multipli siano più efficaci degli interventi su un singolo componente, dal momento che sono stati effettuati confronti indiretti. ( Xagena2009 )

Maas T et al, Cochrane Database Syst Rev 2009; (3):CD006480


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