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Lineeguida GOLD nella broncopneumopatia cronica ostruttiva


GOLD ( Global Initiative for Chronic Obstuctive Lung Disease) è progetto realizzato da un gruppo di scienziati , in collaborazione con il National Heart, Lung and Blood Institute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità, di stesura di linee guida nella broncopneumopatia cronica ostruttiva ( BPCO).

Negli USA la BPCO è la quarta causa di morbidità cronica e di mortalità .

L’evoluzione della malattia è lenta. Nei casi gravi la malattia crea forte invalidità. Il paziente non può più recarsi al lavoro, non può camminare.

La terapia di prima scelta nella broncopneumopatia cronica ostruttiva è rappresentata dai beta-agonisti o dai farmaci anticolinergici.
Da usare con cautela la Teofillina per la sua stretta finestra terapeutica e per i suoi possibili gravi effetti indesiderati.

Gli antibiotici devono essere usati solo nel caso del peggioramento acuto della malattia respiratoria.
L’N Acetilcisteina ( Fluimucil) dovrebbe essere usata per la sua proprietà antiossidante, mentre non ci sono indicazioni perl’uso dell’Ambroxolo ( Fluibron, Mucosolvan).
Non c’è evidenza di efficacia per il Nedocromil ( Tilade) e per gli inibitori dei leucotrieni.

A differenza dall’asma non esiste neppure evidenza di una utilità della somministrazione dei corticosteroidi , anche se alcuni pazienti rispondono alla terapia e possono pertanto trovare giovamento.

La vaccinazione antiinfluenzale autunnale viene invece raccomandata, perché riduce la gravità della BPCO nei pazienti anziani.

La causa principale di BPCO è il fumo, che provoca iperattività delle vie aeree.. La sua interruzione provoca un rallentamento della malattia, nei soggetti già colpiti, o riduce il rischio di ammalarsi.

Una storia di gravi infezioni nell’età pediatrica è stata associata ad una ridotta funzione polmonare ed all’aumento dei sintomi nell’età adulta.

Molti fattori genetici aumentano ( o riducono) il rischio di sviluppare B PCO. Il fattore genetico più documentato è la deficienza dell’antitripsina alfa 1, un inibitore delle serin-proteasi.
Questa rara malattia ereditaria colpisce soprattutto le persone che originano dal Nord Europa.

Altri geni potrebbero influenzare il rischio di BPCO, tra questi: epossido-idrolasi microsomale, glutatione-S-transferasi, antichimotripsina alfa 1. ( Xagena2001 )


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